Magia, natura e religione, LuibenLa parola Magia deriva dal greco MAGHEIA e significa scienza, saggezza. Con il termine MAGIA si intende una tecnica il cui scopo è quello di avere influenza e dominio sugli eventi naturali, sui fenomeni fisici e sull’uomo. Magia deriva dal termine con cui venivano indicati i “Magi” nell’Antica Grecia. Costoro erano antichi sacerdoti Zoroastriani della Persia. Anche il Nuovo Testamento cita i Magi che si recano da Gesù guidati dalla stella cometa, come sapienti o scienziati. La MAGIA è un’arte fondata sulle poco conosciute forze naturali che normalmente non sono a disposizione degli uomini. Conoscerle, incanalarle e utilizzarle fa parte dell’arte magica. E’ proprio da qui che arriva il desiderio dei praticanti: avere il potere della forza della natura.

Alcuni considerano la Magia come la “scienza delle scienze”. Altri, sorretti da inutili preconcetti, la reputano una moltitudine di tecniche derivate dalla superstizione e dall’ignoranza. La magia figura tra le prime forme di religione nel mondo e nasce nel tentativo dell’uomo primitivo di comprendere, cercare di controllare e dominare la forza della natura. E’ praticata da “specialisti” che conoscono i riti e le formule adatte ad ogni circostanza. Per ogni aspetto della vita ci sono i riti di passaggio: nascita e morte, matrimonio, caccia, costruzione di abitazioni o cose, fertilità, (nel caso della donna il rito viene praticato in pubertà, quando il suo unico fondamentale compito diventa quello di garantire, attraverso la procreazione, la sopravvivenza della tribù). In passato, in numerose civiltà, come magianell’antica cultura celtica tra i DRUIDI (sacerdoti, maestri, giudici e consiglieri del re e guardiani del sacro ordine naturale), la Natura sovrana e potente, è considerata sacra. Tantissime piante sono ritenute magiche per i loro effetti curativi e perché la Natura fa da supporto ai rituali magici di guarigione. Molti riti si svolgono tra i boschi e le piante sono considerate esseri viventi, capaci di reazioni. Per questo il cogliere un frutto o l’abbattere un albero, è sempre accompagnato da un rituale propiziatorio o riparatore. Alberi e piante come betulla, agrifoglio, pino, vite, vischio, frassino, funghi, vengono usati nella magia procurando stati di incoscienza necessari ad esercitare l’arte della divinazione o della profezia.

Nella tradizione medica celtica l’Albero della Vita è un frassino le cui radici sprofondano nella terra, i cui rami si innalzano nel cielo e le cui foglie avvolgono tutto l’Universo. Un tempo l’uomo si affida alla natura e per carpirne i segreti, la ascolta. Attraverso le Sibille, le sacerdotesse, l’uomo comunica con la Natura. Le figure femminili sono salienti e si dedicano ai riti della fertilità, a praticare il culto della morte e a usare le erbe magiche nelle cerimonie. La magia parte da un presupposto di corrispondenza olistica tra macro e microcosmo con elementi panteistici che successivamente la religione non accetta. Sia magia che religione cercano la conoscenza del mondo divino ma la seconda crede che i magiafenomeni naturali siano controllati da divinità al di fuori dall’individuo, che possono solo essere pregate o supplicate. Staccandosi a poco a poco dalla magia, ha però bisogno di acquisire popolarità e lo fa attraverso una sua interpretazione dei fenomeni legati alle leggi naturali, attraverso il racconto dei miracoli, le adorazioni di reliquie, i riti e le cerimonie. Con la creazione delle istituzioni, le religioni mirano al controllo e all’assoggettamento degli individui distaccandosi completamente dalla magia. Con l’avvento del concetto teurgico della medicina, l’uomo scelto da Dio è il sacerdote che diviene l’intermediario tra il malato e il divino (medicina ebraica). Con la medicina assiro babilonese si ha il passaggio tra il concetto magico e quello teurgico. E’ il periodo in cui si praticano gli esorcismi e in cui si pensa esista un demone per ogni malattia. Con il passare del tempo e l’evoluzione della specie, l’uomo comincia a non considerare più l’origine divina della malattia. Con le civiltà egizie si ha un enorme progresso nel campo della medicina e della chirurgia e si passa dalla fase magico-teurgica ad una fase più empirica. Mentre nel paleolitico ed oltre, il limite tra magia e religione è molto sottile, nei secoli, si crea un muro, per cui una esclude l’altra.

Fedora Cremonese

naturopata Luben

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