oli essenziali luibenQuando gli alchimisti ottennero per la prima volta gli Oli Essenziali (OE) li chiamarono Quintessenza. Nè acqua, nè aria, nè terra e nè fuoco: il quinto elemento. In effetti il processo di distillazione con il quale vengono prodotti riporta direttamente ai quattro elementi Alchemici. Il Fuoco è utilizzato per portare l’Acqua in fase vapore (Aria) e la Terra è l’elemento da cui provengono le piante da distillare. Ciò che si ottiene è qualcosa di diverso dai quattro elementi, ma possiede al suo interno le caratteristiche di ognuno di essi. L’interpretazione degli oli essenziali come sostanza “olistica” si rivela sempre più attuale, ora che è stata dimostrata la loro efficacia sul corpo fisico e sulla psiche.

L’efficacia degli OE sul corpo fisico è nota ed accettata dalla medicina ufficiale da sempre. I principi attivi contenuti in essi sono stati e sono tutt’ora utilizzati dalla medicina allopatica. La ricerca medica di base utilizza in gran parte molecole naturali, isolandole o sintetizzandole (qualche volta modificandone in parte la struttura chimica) e formulando medicinali da somministrare ai pazienti. La formulazione dei medicinali è seguita da una lunga sperimentazione, composta da varie fasi. Quando la sperimentazione ha esito positivo, il medicinale può essere registrato, prodotto e commercializzato.

oli essenziali, luibenUna delle regole fondamentali per la sicurezza dei farmaci prevede che il prodotto commercializzato abbia la stessa composizione di principio attivo del formulato che è stato sottoposto a sperimentazione, con dei limiti di tolleranza molto ristretti. La sfortuna degli oli essenziali sotto questo aspetto è quella di non poter essere standardizzati. Le piante dalle quali vengono distillati producono quantità di principi attivi variabile, a seconda della zona e del periodo in cui sono cresciute. Non sarebbe quindi conveniente per nessuna casa farmaceutica effettuare una sperimentazione (tra l’altro molto costosa) per registrare un prodotto difficile da riprodurre ed impossibile da brevettare. Per questo motivo gli OE tal quali molto difficilmente potranno essere trattati come materia prima per la produzione di farmaci. I principi attivi vengono quindi isolati o (nel caso sia più conveniente economicamente) sintetizzati ed utilizzati singolarmente. Sfortunatamente, così facendo si perde il loro effetto sinergico, che li rende sostanze uniche nel loro genere.

oli essemziali luibenPer capire l’importanza dell’effetto sinergico basta considerare il loro potere antibatterico. I “farmaci” antibiotici, per le ragioni cui accennavamo prima, contengono solamente un principio attivo, che agisce uccidendo o non facendo proliferare una determinata specie batterica. Uno dei problemi che la medicina sta affrontando attualmente è la “antibiotico resistenza”, la capacità cioè dei batteri di poter divenire in breve tempo resistenti ad una molecola antibiotica. Uno dei meccanismi con cui si realizza l’antibiotico resistenza è la sintesi da parte dei batteri di enzimi che rendono inerte l’antibiotico a cui sono esposti e la possibilità di trasmettere questa capacità alle generazioni successive. Nel caso di una sola molecola il meccanismo è facilitato rispetto alla presenza di più molecole. Gli oli essenziali contengono sempre una grande varietà di molecole (almeno qualche decina) ed è un’ipotesi molto remota che un batterio riesca a sviluppare nel corso del suo ciclo vitale la resistenza a più molecole.

oli essenziali luibenSi arriva alla stessa conclusione considerando semplicemente come si è sviluppata la vita sul nostro pianeta. Le specie vegetali si sono evolute parallelamente a quelle batteriche e nel corso del tempo hanno imparato a sintetizzare molecole in grado di contrastarne gli attacchi. L’antibiotico resistenza si sarebbe comunque manifestata, tuttavia le specie vegetali hanno adottato la strategia di sintetizzare miscele di composti organici piuttosto che una singola molecola, strategia che si è sviluppata durante milioni di anni di evoluzione e che si rivela ancora vincente. La medicina allopatica ha adottato una strategia differente, che ha dato buonissimi risultati per cento anni circa, ma che ora si sta rivelando fallimentare.

Negli ultimi anni tuttavia l’interesse per gli OE sta crescendo e le sperimentazioni sembrano molto confortanti. Il Biologo marocchino Adnanen Remmal ha vinto il Popular Prize alla European Inventor Award grazie alla sua idea di unire il potere antibatterico degli oli essenziali a quello degli antibiotici di sintesi per contrastare l’antibiotico resistenza. I suoi “antibiotici rinforzati” sono tutt’ora in fase di sperimentazione. Anche in Italia la ricerca sta prendendo piede. In particolare è stata dimostrata l’efficacia contro batteri multi-resistenti, come Acinetobacter baumannii, Staphylococcus aureus meticillino-resistente (Methicillin-resistant Staphylococcus aureus, MRSA), Mycobacterium tuberculosis, Pseudomonas aeruginosa e/o contro funghi farmaco-resistenti opportunisti (Candida albicans, Cryptococcus neoformans, Aspergillus fumigatus). Per chi volesse approfondire si rimanda ad un apubblicazione dell’Istituto Superiore di Sanità (Rapporti ISTISAN 15/6, http://www.iss.it/binary/publ/cont/15_6_web.pdf).

Stefano Causio, naturopata Luiben

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