La vitamina D è un’alleata preziosa per la prevenzione e la cura delle patologie tumorali.
Il National Cancer Institute (Usa) ha definitivamente conclamato la vitamina D come vera panacea per la prevenzione dei tumori del colon-retto, della mammella, del pancreas, della prostata.
Individuata fin dai primi decenni del secolo XIX come cura per la tubercolosi e per il rachitismo, nel corso degli anni e del progresso scientifico, la “vitamina del sole” si era già rivelata indispensabile per l’equilibrio delle funzioni metaboliche, delle funzioni neuromuscolari e, in primis, della salute ossea.

DAGLI ELIOSPEDALI ALLE SPIAGGE

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Prima dell’era degli antibiotici, la “cura con il sole” era l’unica terapia efficace per la tubercolosi. Restava però un mistero di come avvenissero queste miracolose guarigioni. Si era solo osservato che i pazienti con tubercolosi, soggiornando vicino al mare, o in appositi “eliospedali”, spesso guarivano. In seguito, si scoprì che anche il rachitismo, responsabile di deformità alle ossa nei bambini a causa della mancata trasformazione rigida dell’osso, guarisse con la “cura del sole” All’epoca, il rachitismo era in aumento in tutta Europa, a causa della migrazione della popolazione dalle campagne alle città, e sempre meno bambini godevano di giochi al sole e all’aria aperta. Nel 1824, un team di ricercatori tedeschi scoprì che il fegato di merluzzo aveva eccellenti proprietà contro il rachitismo. Passò ancora un secolo però, prima che gli scienziati collegassero i benefici del fegato di merluzzo con quelli della luce solare. Il resto della “Vitamin D story” è nelle importanti ricerche degli ultimi anni. Nonostante la vitamina D sia stata addizionata al latte, ad altri alimenti e integratori specifici, lo stile di vita europeo e statunitense, e l’eccessivo allarmismo riguardo alla nocività del sole, hanno contribuito ad una nuova diffusione endemica dell’ipovitaminosi D.

L’ABC DELLA VITAMINA D

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Cosa fare quindi per garantirci il giusto apporto quotidiano della preziosa vitamina?
La sua più importante sorgente è costituita nell’essere umano dall’ esposizione diretta alla luce solare, che costituisce la fonte del 90 % della vitamina D circolante o “accantonata” come riserva. E’ stato osservato che, negli ultimi 50 anni, l’uomo trascorra meno tempo al sole che in ogni altra epoca storica, e questa è la causa per cui circa un miliardo di persone al mondo è carente di vitamina D. Basterebbero però solo 20 minuti al giorno di esposizione diretta e senza filtri, per garantirsi il giusto apporto durante tutto l’anno. Nei mesi più assolati, la regola rimane sempre quella di esporsi alle prime ore del mattino o nel tardo pomeriggio.
La sorgente alimentare di vitamina D è invece assai scarsa: pochi sono i cibi naturali che contengono vitamina D e in quantità limitate, tanto da provvedere al 10 % del fabbisogno.
I cibi con presenza di vitamina D sono il pesce grasso (salmone selvatico, sardine, sgombro,tonno e merluzzo) ed i funghi secchi; quantità molto più basse si trovano nei derivati del latte intero e nelle uova. A proposito, esponendo i funghi secchi alla luce del sole per 30 minuti prima della cottura, si raddoppierà in essi il contenuto di vitamina D.

Beatrice Pallotta  -naturopata Luiben-

(http://www.cancer.gov/about-cancer/causes-prevention/risk/diet/vitamin-d-fact-sheet)