LUNA NUOVA – Sabato 4 Giugno 2016

L’insoddisfazione conduce facilmente a fuggire per cercare posti, persone, cose che riempiano il nostro vuoto. Molto spesso accettiamo condizioni non inerenti alle nostre attitudini, alle nostre caratteristiche, per paura, per bisogno o per necessità, continuiamo a fare un lavoro non adatto a noi, una casa poco ospitale, un partner difficile; tutto questo non è idoneo alle nostre caratteristiche e produce problemi, ma continuiamo lo stesso . . . non pensando che la nostra vita passa inesorabilmente grigia, senza sapore e senza profumo.

Certamente l’abitudine fa il suo mestiere, la nostra indecisione la rafforza e la paura la fissa in un modo in cui non riusciremo più a toglierla . . . e la nostra vita passa.

Un giorno accade qualcosa: è una macchia, è uno strappo, è un dolore nuovo, è una luce sul problema: “Questo è il segnale”, la porta si è aperta, possiamo uscire dalla prigione per andare verso la libertà, realizzare un progetto migliore. Comincia così la nostra piccola rivoluzione, possiamo ricostruire la struttura della nostra vita, possiamo togliere quello che non funziona e mettere quello che è importante . . . anche se avremo bisogno di tempo, ora la nostra vita prosegue con criterio e lungimiranza, non avremo più bisogno di fuggire, perché la nostra vera vita è adesso, è qui, non c’è bisogno di andare altrove . . . ora la vita passa bene, ora ha un senso.

Questo cambiamento è molto lento, ma ogni giorno potremo fare un passo, senza fretta e con amore, staremo bene ovunque e con chiunque . . . se lo si vuole davvero.

Perciò: “Fai attenzione al segnale!”, quando suonerà la campana saprai che suona per te.

 

Viaggiare

Svariati sono i luoghi dove gli esseri
cercano di sfuggire alla paura:
montagne, boschi, parchi e giardini
e luoghi sacri.
Ma nessuno di questi offre vero rifugio
nessuno ci libera dalla paura.

Dhammapada strofe 188-189

Andare in giro per il mondo è oggi molto più diffuso che mai. In generale ‘viaggiare’ ha probabilmente sempre avuto un suo certo fascino, ma le disponibilità economiche e la tecnologia hanno ampliato tale fascino. Qualsiasi ragione si attribuisca al viaggiare – cercare di ‘trovare se stessi’, liberarci, risvegliarci – ci possono però essere anche altri fattori che inducono a tutta questa attività. Un aumento di irrequietezza ha nulla a che fare con tutto ciò? Quando il nostro impulso ad andare in posti e incontrare gente nasce da un senso di adeguatezza e benessere, una simile esperienza di certo potrebbe ispirare una comprensione e ampliare la consapevolezza. Ma quando il viaggio è motivato dalle nostre paure di inadeguatezza non riconosciute, quando l’esigenza del viaggio deriva dalla nostra limitata capacità di ricevere consapevolmente sentimenti di irrequietezza, viaggiare potrebbe essere niente di più dell’ennesima indulgenza in distrazioni. Tutta l’energia che potremmo investire nei nostri viaggi non ci libera dalla paura che ci spinge. Il vero rifugio a cui il Buddha ci vuole condurre è lo sviluppo della consapevolezza fino a quando si espanda al di là di tutti i limiti che le abbiamo abitualmente imposto, fino a realizzare un innato coragggio.

Tashi