LUNA PIENA – Martedì 22 Marzo 2016

La responsabilità
Siamo noi a fare il male
e siamo noi a diventare impuri.
Siamo noi a evitare il male
e siamo noi a essere puri.
La purezza è nelle nostre mani.
Nessun altro è responsabile.
Dhammapada strofa 165

Può essere come il suono di una sveglia quando iniziamo ad accettare che in realtà solo noi siamo responsabili di noi stessi; nessun altro lo è. Forse in segreto preferiamo l’idea che la nostra famiglia ci sarà sempre per noi, o lo stato sociale, o un qualche essere celeste. Certo, si spera di avere dei compagni che saranno amichevoli e ci sosterranno nel corso della vita. Ma è ben diverso dal ritenerli sostanzialmente responsabili per noi. Il Buddha metteva in guardia da simili concetti disabilitanti che minano la nostra fiducia nella legge del kamma. Incoraggiava a trovare quanto è necessario per accettare la piena responsabilità delle nostre azioni fisiche, verbali e mentali ed essere accurati. Una delle ricompense di questo sforzo è il rispetto per se stessi.

LUNA PIENA – La responsabilità
“Il metodo che sto adoperando, quello che ho usato fino ad ora, funziona oppure no?”.
Per dare una vera risposta ad una domanda così chiara e diretta dovremmo metterci d’impegno, cercando il più possibile di essere aperti e sinceri, a dirla tutta, basterà guardare la nostra vita, la nostra insoddisfazione o la nostra serenità, per valutare correttamente se i nostro metodo funziona davvero.
Se buttiamo in nostro tempo alla ricerca di distrazioni (Televisione, internet a tutta forza, chiacchierate al telefono, shopping sfrenato e così via) senza avere una vera gioia nel praticare qualche sano interesse, se ci lamentiamo ad ogni respiro, se stiamo soli in casa pensando che qualcuno li dentro è di troppo, se pensiamo di essere in un vicolo cieco e abbiamo cominciato ad arredarlo, la risposta è già apparsa: il nostro metodo non funziona.
Logicamente, se continuiamo a distrarci per non guardare tutto questo, forse vuol dire che non abbiamo tanta voglia di cambiare quello che non funziona, anzi alziamo il volume dello stereo per non sentire il rumore del motore che non va . . . e continuiamo a correre come matti, ovunque.
Poi un giorno succede qualcosa, “per caso” avviene un incidente, oppure si rompe lo stereo, ecco: quello è il momento di ascoltare il nostro cuore, di vedere ciò che abbiamo sempre ignorato, quello è il momento della svolta . . . e non è poi così facile leggerlo correttamente.
Forse è già successo, oppure accade continuamente, ma di certo è qualcosa da non ignorare, è la vera e più preziosa occasione della nostra vita. Non dimentichiamo che i giocattoli con cui giocavamo da bambini, li abbiamo abbandonati senza farne una tragedia, anzi ce ne siamo liberati oppure lo hanno fatto i nostri genitori vedendo il nostro disinteresse . . . e non ne abbiamo fatto una tragedia, questo è stato il primo passo della nostra maturità . . . possiamo farne anche altri, c’è un mondo che ci aspetta.

-Tashi-